
La scialorrea è un sintomo non motorio frequente nella malattia di Parkinson (PD). È definita come un flusso cronico ed eccessivo di saliva oltre il margine delle labbra ed è principalmente causata da un’alterazione della deglutizione automatica. La scialorrea varia da una lieve perdita di saliva notturna fino a forme più gravi e può avere un impatto significativo sulla salute e sulla qualità di vita dei pazienti. Sebbene le iniezioni intraghiandolari di tossina botulinica (che riducono la secrezione salivare) rappresentino un trattamento consolidato ed efficace, la loro natura invasiva e il rischio di effetti avversi come la disfagia (difficoltà di deglutizione) ne limitano l’applicabilità nei pazienti più fragili.
In un nuovo studio pubblicato su Frontiers in Neurology (2026), Manganotti et al. hanno valutato l’efficacia e la sicurezza della terapia extracorporea con onde d’urto focalizzate a bassa energia (ESWT) applicata alle ghiandole salivari come alternativa non invasiva per la gestione della scialorrea nella PD1.

Sono stati inclusi dodici pazienti con PD avanzata o parkinsonismo atipico e scialorrea clinicamente significativa (definita da un punteggio minimo di 2 nell’item relativo alla salivazione della Unified Parkinson’s Disease Rating Scale). I partecipanti hanno ricevuto due sessioni settimanali di ESWT focalizzata bilaterale mirata alle ghiandole parotidi e sottomandibolari sotto guida ecografica (750 impulsi per ghiandola; 0,1–0,3 mJ/mm²; 5 Hz). Le valutazioni cliniche sono state effettuate al basale e alle settimane 1, 4, 8 e 12 dopo il trattamento.
L’endpoint primario era la Drooling Frequency and Severity Scale (DSFS). Gli endpoint secondari includevano la Nocturnal Hypersalivation Rating Scale (NHRS), la Sialorrhea Clinical Scale for PD (SCS-PD), il Drooling Impact Score (DIS) e la Clinical e Patient Global Impression of Change (CGI-C, PGI-C).
Alla settimana 4 dopo il trattamento è stato osservato un miglioramento statisticamente significativo in tutte le scale, con effetti più duraturi per DSFS e SCS-PD. I miglioramenti erano evidenti già alla settimana 1 e, per la SCS-PD, sono persistiti fino alla settimana 8. Anche il punteggio DIS si è ridotto in modo significativo dal basale alla settimana 4 (p = 0,005). Un miglioramento soggettivo è stato riportato dal 75% dei pazienti (PGI-C) e confermato dai clinici nell’83,3% dei casi (CGI-C). Non sono stati riportati effetti avversi, dolore o disfagia.
Questo studio pilota fornisce evidenze preliminari che l’ESWT focalizzata a bassa energia applicata alle principali ghiandole salivari rappresenta un trattamento non invasivo sicuro, ben tollerato e potenzialmente efficace per la scialorrea nei pazienti con PD e disturbi correlati. La terapia ha dimostrato benefici clinici precoci con effetti sostenuti e un profilo di sicurezza favorevole, risultando particolarmente adatta per pazienti fragili o con compromissione cognitiva. Se confermati da studi randomizzati controllati di maggiori dimensioni, questi risultati potrebbero rendere l’ESWT una valida alternativa o un complemento alla terapia con tossina botulinica.
*L’utilizzo della terapia extracorporea con onde d’urto (ESWT) per il trattamento della scialorrea nella malattia di Parkinson costituisce un uso off-label. La terapia non è approvata per questa indicazione. Le informazioni fornite hanno esclusivamente finalità scientifiche ed educative. Le decisioni terapeutiche sono di responsabilità del medico curante.
1 Manganotti P, et al. (2026). Effects of focal low energy extracorporeal shock wave treatment on reduction of sialorrhea in Parkinson’s disease. Frontiers in Neurology. 2026;16:1740286. doi:10.3389/fneur.2025.1740286